Il software
non si scrive più.
Si dirige.
Vent'anni a costruire imprese — tipografia, editoria, tecnologia. Oggi mando avanti un portafoglio di prodotti software affidati ad agenti AI che lavorano al posto mio.
Non è una previsione: è il modo in cui questa pagina, e tutto il resto, viene mantenuto. Gli agenti scrivono, testano e mettono in produzione. Io decido cosa vale la pena costruire.
Tre cose imparate dirigendo macchine
Il collo di bottiglia non è più scrivere. È decidere.
Quando il codice costa quasi zero, il valore si sposta tutto a monte: cosa vale la pena costruire, per chi, e quando fermarsi. Il mestiere diventa giudizio.
Un agente non è uno strumento. È un collaboratore con un mandato.
Si dirige come si dirige una redazione: obiettivi chiari, vincoli espliciti, verifica del risultato. Chi lo tratta come un editor di testo ne prende un decimo.
Ogni scelta tecnica è una domanda filosofica travestita.
Cosa deleghiamo, cosa teniamo, cosa resta umano perché deve restarlo. Ho passato tredici anni a pubblicare libri: so che la forma decide il senso.
Tre modi di lavorare insieme
I miei libri
Scritti, impaginati e pubblicati con la piattaforma che ho costruito. Tredici anni da editore non si buttano: si automatizzano.
Scritti
Quello che sto imparando, mentre lo imparo.
La fine del software, a puntate
Ogni video è un pezzo della stessa tesi, raccontato in sessanta secondi.
Una lettera, ogni tanto
Cosa sto imparando davvero su agenti AI, startup e prodotti che girano da soli. Niente rassegne stampa: solo quello che ho visto funzionare o fallire.
